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Humans of Deliveroo: speciale Festa dei Nonni

Humans of Deliveroo: speciale Festa dei Nonni

Le mille cose buone da mangiare, i pomeriggi passati a prepararle insieme, le tasche piene di infinite caramelle, i cioccolatini regalati di nascosto. I nonni, per noi, sono la festa e la tradizione: la festa e la gioia di farsi viziare con mille bontà (anche quelle vietate dalle mamme quando eravamo piccoli!), la tradizione di imparare che i racconti e le storie passano anche attraverso la tavola. Per la Festa dei Nonni abbiamo deciso di condividere con te i nostri ricordi e le nostre ricette: raccontaci le tue!

Francesco, Customer Service

Da piccolo il pane e Nutella volevo che me lo facesse mia nonna e non mia mamma! il motivo? spalmava con il cucchiaio e non con il coltello.

Altro aneddoto:

«Francesco cosa vuoi mangiare? Cotoletta con le patatine o pasta e patate?» Io: «Cotoletta, nonna!» Nonna: «Peccato, ho già preparato pasta e patate» Io: piango.

Mia nonna è vissuta la bellezza di 96 anni. il segreto? L'uovo crudo la mattina! Rocky, mettiti a destra.

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Sara, Account Management

Ho poche foto mentre mangio, ancor di meno con qualcuno che mi imbocca. Mia nonna mi ha sempre detto «Sara, se vuoi che ti faccio la mia pastasciutta devi imparare a mangiarla da sola». Allora impugnavo la forchetta come fosse uno scettro e mi lanciavo sul mio bottino. Forse è il piatto più semplice della cucina italiana, ma non ho ancora trovato nessuno che la faccia buona come la sua.

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Giorgia, Marketing

Quando ero piccolissima, abitavamo nel palazzo accanto a quello dei miei nonni, e quindi tutti i giorni mia madre prima di andare al lavoro mi lasciava da loro. Ricordo come se fosse ora il ragù di carote che mi cucinava la nonna, e che mi lasciava in un piattino a parte in modo che potessi fare più scarpetta una volta finita la pasta. Ma la cosa che mi strappa un sorriso ancora oggi è il modo in cui mi facevano mangiare la mela. Mia nonna la sbucciava e prendendone uno spicchio portava la mano sotto il tavolo, e io fingendo di essere un topolino glielo rubavo dalle mani. Poi tornavo su e mio nonno diceva: «Giorgia! Un topolino ti ha rubato la mela!», e il gioco continuava finchè non mi ero gustata tutti gli spicchi.

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Martino, Operations

Dalla nonna Rina passavo infiniti pomeriggi. Aveva la cucina sempre piena di ingredienti per preparare ogni cosa. Tra le farine, le uova e la dispensa c'era sempre qualche sorpresa per me, da nuove caramelle a una confezione di sale grosso che decidevo di aprire e rovesciare sul pavimento per verificarne la consistenza. Così quando andavo da lei, le chiedevo spesso di preparare qualcosa "insieme". Le ricette più gettonate erano la pizza e la torta!

Io paciugavo, e lei preparava la torta e ripuliva il disastro. E in men che non si dica la ciambella era pronta.

Ora toccava a me: decorazione! Non ero molto bravo - e non lo sono diventato nemmeno con il tempo - nelle decorazioni. Ma la nonna Rina mi ripeteva sempre «Più è brutta da vedere, più è buona da mangiare». La gara era quindi superarmi nel decorarla il peggio possibile, perché così sarebbe stata più buona da mangiare. La logica era chiara.

La cosa più divertente è che non ho nessun ricordo di come fosse il gusto di quelle ciambelle. Ricordo la forma, ricordo la preparazione e ricordo la felicità di quei momenti.

Ricordo il grembiule di nonna e la sensazione della farina sulle dita. Ricordo la sua dolcezza in quei pomeriggi, e sono sicuro che ognuna di quelle ciambelle sia stata la ciambella più buona del mondo. E - ovviamente - anche la più brutta.

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Debora, Customer Service

Amava radunare la famiglia e gli amici a casa e preparava la pizza per tutti.

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